Nel 2011, nonostante condizioni non favorevoli in termini di crescita a causa della crisi economica, si osserva un generalizzato miglioramento dei saldi e delle dinamiche dei conti pubblici, grazie alle misure di contenimento della spesa pubblica adottate dai vari governi europei. E’ quanto si legge nel rapporto “Noi Italia” dell’Istat.
L’Italia, sottolinea l’istituto di statistica, si colloca al terzo posto, dopo la Germania e l’Estonia, tra i paesi dell’Eurozona per saldo primario, all’ottavo posto per l’indebitamento netto.
L’Italia si conferma tra i paesi dell’Ue con un elevato rapporto debito/Pil. Nel 2011 si è attestato al 120,7%, valore inferiore solamente a quello della Grecia. L’aumento rispetto al 2010 è di circa due punti percentuali, più contenuto rispetto a quello medio dei paesi europei.
Nel 2011 la pressione fiscale. calcolata come rapporto tra la somma di imposte dirette, imposte indirette, imposte in conto capitale, contributi sociali e il Prodotto interno lordo, è stata pari al 42,6%, superiore di 2,7 punti percentuali rispetto a quella media dei paesi europei. Il dato italiano è risultato complessivamente in linea con la media degli altri paesi europei fino al 2005, per registrare valori più elevati negli anni più recenti.
Nel 2011 la pubblica amministrazione italiana spende poco meno di 13 mila euro per abitante, collocandosi al dodicesimo posto della graduatoria Ue27. La spesa italiana risulta appena superiore alla media europea, ma inferiore a quella delle principali economie dell’Unione, con l’eccezione della Spagna. La spesa statale regionalizzata del Centro-Nord si conferma sistematicamente superiore a quella del Mezzogiorno, ma con un divario minore negli anni più recenti.