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“Ho più volte, e anche molto di recente, colto ogni occasione per denunciare l’insostenibilità della condizione delle carceri e di coloro che vi sono rinchiusi.” Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando nella rotonda del carcere di San Vittore i detenuti, il personale e i volontari.
“Ho più volte, e anche molto di recente, colto ogni occasione per denunciare l’insostenibilità della condizione delle carceri e di coloro che vi sono rinchiusi.” Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando nella rotonda del carcere di San Vittore i detenuti, il personale e i volontari.Per il capo dello Stato è in gioco “una delle condizioni essenziali dello Stato di diritto” oltre che “il prestigio e l’onore dell’Italia”.
“Questa questione, e l’impegno che ne discende – ha aggiunto – debbono essere ben presenti a tutte le forze politiche e ai cittadini-elettori anche nel momento in cui il nostro popolo è chiamato ad eleggere un nuovo Parlamento.
Napolitano ha quindi ricordato che “la violazione che ci si addebita dell’articolo 3 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo è imperniata sul parametro dello ‘spazio vitale del detenuto’ che non è oggi garantito nella nostra situazione penitenziaria”.
“A brevissima distanza dalla conclusione del mio mandato di Presidente, ho voluto – ha concluso il suo intervento il presidente della Repubblica – essere tra voi con sentimenti di sincera e meditata condivisione di problemi e di umane sofferenze di cui lo Stato repubblicano deve farsi carico con quella determinazione, coerenza e continuità che finora purtroppo non ha mostrato. Sofferenze di uomini e donne qui reclusi e, direi poi in modo particolarissimo, di donne che sono mamme e per di più sono anche straniere. Confido che la mia testimonianza e le mie parole di oggi possano essere raccolte da chi mi succederà nelle funzioni di Capo dello Stato e da tutte le istituzioni rappresentative, a cominciare dal Parlamento che sta per essere eletto”.