Risparmiatrici per forza, non soddisfatte della propria posizione lavorativa e preoccupate dalla mancanza di opportunità per valorizzare le competenze acquisite nel proprio percorso formativo. Sono le donne al tempo della crisi, nella fotografia scattata dall’Eurispes.
Secondo lo studio, il 64 per cento delle donne denuncia una situazione economica nettamente peggiorata rispetto agli anni passati. Nel 62,2 per cento dei casi, le donne si trovano costrette ad utilizzare i risparmi messi da parte per pagare le spese necessarie al sostentamento della famiglia. La possibilità di risparmiare qualcosa, d’altronde, è impossibile per l’81,8 per cento delle intervistate. In parallelo, il 40,2 per cento incontra difficoltà per saldare le rate del muto per la casa e il 34,3 per cento ad onorare il pagamento del canone d’affitto.
Il 40,5 per cento delle donne indica un netto aumento del carico fiscale sostenuto nell’ultimo anno dalla propria famiglia mentre il 27,6 per cento segnala un aumento anche se lieve. Per la maggior parte delle intervistate, il 50,3 per cento, diminuire il carico fiscale equivarrebbe ad aumentare le possibilità economiche dei cittadini e riattivare i consumi. Allo stesso tempo, per il 31 per cento delle intervistate tasse più basse rappresenterebbero un fattore per il rilancio dell’economia e delle imprese.
Quali sono le priorità che secondo le donne il prossimo Governo dovrebbe affrontare? Al primo posto tra gli interventi non più rinviabili le donne indicano l’aumento delle pensioni minime (91 per cento), seguito dall’introduzione di nuove politiche a sostegno delle imprese (90,3 per cento), da maggiori tutele per i lavoratori (88,6 per cento) e dall’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo (88,5 per cento). Tra gli altri interventi ritenuti urgenti, le donne segnalano anche la riforma della legge elettorale (87,2 per cento), l’introduzione dei meccanismi della redistribuzione delle ricchezza (86,9 per cento), il rientro dei capitali dall’estero (85,9 per cento) e la modifica dei meccanismi di accesso al credito (83 per cento).
La retribuzione è spesso causa di frustrazione tra le donne: secondo la rilevazione dell’Eurispes a non essere soddisfatte di questo aspetto del lavoro sono il 50,9 per cento delle donne (32,2 per cento poco e 18,7 per cento per niente) a fronte del 49,1 per cento di quante si dichiarano abbastanza (44,2 per cento) e molto soddisfatte (solo il 4,9 per cento). Inoltre, altra causa di preoccupazione tra le donne italiane è la mancanza di opportunità per valorizzare le competenze acquisite nel percorso formativo. Ben il 63,2 per cento delle donne non è soddisfatta delle possibilità di carriera; di queste il 26,5 per cento non lo è per niente e, di contro, solo nell’8,5 per cento dei casi le lavoratrici dichiarano di essere molto soddisfatte di poter crescere professionalmente.