Diminuisce il consumo di alcol in Italia. A dare il buon esempio è la popolazione adulta, che beve di meno rispetto al passato e pone sempre maggiore attenzione alla qualità. Scende, invece, l’età del primo bicchiere: intorno ai 14 anni per birra e vino, e a 16 anni per le altre bevande alcoliche. I giovani fanno abuso di alcolici e il 23 per cento risulta a rischio dipendenza.
E’ quanto emerge dal sesto rapporto nazionale su “Giovani e alcol”, realizzato dalla Doxa in collaborazione con l’Osservatorio permanente su giovani e alcool”.
Gli italiani che consumano alcolici sono l’80 per cento, di cui il 90 per cento maschi e il 70 per cento femmine. Su 100 italiani di 13 anni e oltre, il 63 per cento sono consumatori regolari, il 15,6 per cento consumatori occasionali, e il 21,4 per cento non consumatori.
Il vino è ancora la bevanda alcolica di gran lunga più consumata degli italiani: nei tre mesi precedenti l’indagine, il 63 per cento degli intervistati aveva bevuto vino, il 56 per cento birra, il 34 per cento aperitivi, digestivi e altre bevande a media gradazione, il 23 per cento superalcolici.
Risultano a rischio dipendenza ill 23 per cento dei giovani consumatori – ragazzi tra i 13 e i 24 anni – e il fenomeno risulta in aumento. Il 29 per cento ha dichiarato di essersi ubriacato almeno una volta nella vita e il 14,6 per cento dei sedicenni di aver fatto l’esperienza del Binge drinking (almeno cinque bicchieri in due ore fuori dai pasti). In questa fascia il binge tocca il 20,4 per cento dei maschi e 8,6 per cento delle femmine. Il Binge drinking in crescita tocca una porzione non trascurabile della popolazione giovanile, l’ubriachezza invece non aumenta ma neppure diminuisce.
“Pur senza allarmismi isterici – commenta il presidente del Laboratorio Scientifico dell’Osservatorio permanente su giovani e alcool, Enrico Tempesta – i dati sui giovani evidenziano un progressivo aumento dell’abuso sistematico, con i relativi rischi: a 13 anni il sistema nervoso centrale non è ancora completamente sviluppato, una esposizione prolungata e regolare all’alcool può portare ad un ritardo della maturazione e dello sviluppo delle funzioni cognitive, a non dire di molti altri danni sociali”.
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