Ammonta a 134 milioni di euro annui, pari all’1% degli investimenti complessivi in beni immateriali, la spesa delle imprese per la certificazione dei sistemi di gestione della qualità.
Secondo dati Censis, poco più di 83mila aziende e quasi 128mila siti produttivi dispongono di certificati Iso 9001. Dopo il forte sviluppo registrato fino al 2006, il numero di imprese certificate continua a crescere: +1,5% anche nel 2012, nonostante le gravi difficoltà che il tessuto produttivo sta attraversando.
La qualità resta una parola chiave delle produzioni made in Italy. Anzi, viene considerata come una delle principali leve strategiche per operare nella fase di crisi. Pochi sono i casi in cui la certificazione viene considerata uno strumento scarsamente utile a garantire maggiore efficienza. Il 73% delle strutture certificate ritiene anzi che l’Iso 9001 contribuisce a migliorare le prestazioni dell’azienda e a risparmiare sui costi. E il 14% considera questo tipo di certificazione come una scelta strategica che ha permesso di compiere un vero salto di qualità. Solo l’8% non attribuisce nessuna utilità alla certificazione e appena il 5% la considera un appesantimento burocratico.