Il Parlamento europeo ha approvato oggi un pacchetto di riforme che rendono più solide le banche europee. La nuova legislazione introduce un tetto ai bonus bancari per limitare l’assunzione di rischi speculativi, rafforza i requisiti patrimoniali, per aiutare le banche ad affrontare meglio le crisi, e la supervisione bancaria.
Per frenare la speculazione e incoraggiare le banche a concedere prestiti all’economia reale, i bonus bancari dovrebbero essere basati su un rapporto stipendio/bonus di 1 a 1, o al massimo 1 a 2 previa approvazione di almeno il 66 per cento degli azionisti che possiedono la metà delle azioni, o del 75 per cento dei voti, se non vi è quorum.
Per incoraggiare le banche ad adottare strategie a lungo termine, il pagamento di almeno il 25% di ogni bonus superiore al 100% della retribuzione deve essere posticipato per almeno cinque anniLe banche europee saranno tenute a mettere da parte almeno l’8% del capitale , come “cuscinetto” per i momenti difficili, di cui almeno la metà deve essere Tier 1, il tipo di capitale di più alta qualità e minor rischio. Questo capitale deve anche essere ragionevolmente liquido, cioè facilmente liquidabile nel caso diventi necessario pagare i correntisti e i creditori in caso di emergenza.
Alle banche sarà inoltre richiesto di prevedere “riserva di conservazione del capitale” per assorbire le perdite e proteggere il proprio capitale, e una “riserva di capitale anticiclica” per garantire che in tempi di crescita economica si possa accumulare una base di capitale sufficiente per consentire una fornitura stabile di credito in periodi di stress.
Per incoraggiare le banche a concedere prestiti alle piccole e medie imprese, le nuove norme ridurranno il rischio nominale che si deve assegnare a questi prestiti. Ciò riduce a sua volta la quantità di capitale che deve essere messa da parte per coprire i prestiti suscettibili di diventare “cattivi”, rendendo così disponibile più capitale per il prestito.
La normativa richiede alle banche di rivelare tutti gli utili realizzati, le tasse versate e le sovvenzioni ricevute paese per paese, così come il fatturato e il numero di dipendenti. Dal 2014, questi dati devono essere segnalati alla Commissione europea e, dal 2015, resi pubblici.
Le banche saranno sotto il controllo delle autorità competenti degli Stati membri, in collaborazione con l’Autorità bancaria europea, i cui poteri di vigilanza saranno ampliati.
Le nuove regole devono essere formalmente approvate dal Consiglio dei ministri per entrare in vigore dal primo gennaio 2014.