“Non possiamo più essere indulgenti con la violenza verbale presente nella rete. Si tratta di illeciti che rischiano di rendere il web, da potente strumento di democrazia a spazio anonimo dove si può impunemente violare i diritti”. Così il Garante della Privacy, Antonello Soro, nel suo intervento in occasione della presentazione al Parlamento della relazione annuale dell’Autorità.
“In troppi casi – ha detto – l’opinione dissenziente si trasforma in offesa, la critica tracima nell’oltraggio. E così la rete può essere utilizzata come canale di propagazione di ingiurie, minacce, piccole o grandi vessazioni, fondate sull’orientamento di genere o dirette contro le donne in quanto tali ovvero le minoranze etniche o religiose, con conseguenze a volte drammatiche”.
Secondo il Garante “si dovrebbe riflettere su forme di responsabilizzazione dei principali protagonisti della Rete tali da bilanciare il diritto all’anonimato con le esigenze di accertamento dei reati, nella convinzione che non possa lasciarsi tutto all’ordine privato del mondo affidato alla sola logica di mercato”.
L’Autorità ha anche annunciato che sono in arrivo norme sulle intercettazioni. “Nelle prossime settimane – ha spiegato – l’Autorità adotterà un provvedimento generale per indicare soluzioni idonee ad elevare lo standard di protezione dei dati trattati ed evitarne indebite divulgazioni”.
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