Nei primi tre mesi dell’anno sono 65.589 le imprese ispezionate dal ministero del Lavoro insieme agli enti impegnati nell’attività di vigilanza e alle forze dell’ordine. Il 62% di queste sono risultate irregolari.
Tra i risultati del primo trimestre, spicca una diminuzione del lavoro nero (-8% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente), con l’accertamento di 21.866 lavoratori totalmente sommersi. Per quanto riguarda l’incidenza del lavoro irregolare per settore, la maggiore concentrazione si conferma nell’edilizia (55%), in agricoltura (50%) e nel settore terziario e industriale (entrambi con il 46%).
Tra le varie tipologie di violazione, le forme di “decentramento produttivo” irregolare raggiungono i livelli più preoccupanti, con 4.900 violazioni (+96% degli illeciti rilevati rispetto all’analogo periodo dell’anno 2012). Segue l’utilizzo distorto di forme contrattuali come le collaborazioni a progetto, partite Iva, associazioni in partecipazione, che interessano 5.227 lavoratori (+84%).