Il Parlamento europeo ha approvato oggi nuove norme per il contrasto ai criminali informativci. La direttiva si propone inoltre di agevolare la prevenzione e aumentare la cooperazione di polizia e giudiziaria in questo settore. In caso di un attacco informatico, i paesi dell’Ue dovranno rispondere alle richieste urgenti di aiuto entro otto ore.
Il testo impone ai paesi Ue di fissare termini massimi di reclusione non inferiori ai due anni per i reati di accesso illecito o interferenza illecita a sistemi di informazione, interferenza illecita a dati, intercettazione illecita di comunicazioni o produzione e vendita intenzionale di strumenti usati per perpetrare tali reati.
La direttiva stabilisce una pena di almeno tre anni di reclusione per l’utilizzo di “botnet”, ossia lo stadio in cui si stabilisce il controllo a distanza di un numero rilevante di computer infettandoli con software maligni.
Gli attacchi ai danni di “infrastrutture critiche”, come ad esempio gli impianti energetici, le reti di trasporto e le reti governative, possono portare a una condanna a cinque anni di carcere. Lo stesso vale se un attacco è commesso da un’organizzazione criminale o se provoca gravi danni.
Le persone giuridiche, come le imprese, sarebbero responsabili dei reati commessi a loro vantaggio. Le sanzioni potrebbero includere l’esclusione dal godimento di benefici pubblici o la chiusura degli stabilimenti.
Il testo, approvato con 541 voti favorevoli, 91 contrari e 9 astensioni, dovrebbe essere adottato formalmente a breve dal Consiglio. Una volta adottata, gli Stati membri avranno due anni per recepirla nel diritto nazionale.
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