Due italiani su 10 sono senza fogne, 3 su 10 senza depuratori, il 40 per cento dei nostri fiumi sono gravemente inquinati, circa 9 milioni di italiani, al Sud in particolare, hanno seri problemi di approvvigionamento idrico e dall’Unione Europea sono in arrivo pesanti sanzioni per inadempienza alle direttive comunitarie per depurazione e fognature. Sono nell’ordine di 700 milioni di euro l’anno.
E’ quanto emerso oggi dal vertice presso il ministero delle Infrastrutture, presieduto dal sottosegretario Erasmo D’Angelis.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di tutte le Regioni, delle aziende idriche, di Federutility e delle Autorità idriche nazionale e locali.
“E’ solo il primo incontro – spiega D’Angelis – dopo anni in cui le infrastrutture idriche erano fuori dall’agenda di Governo, oggi rientrano tra le priorità per il rilancio e la modernizzazione di qualità del nostro Paese. Dobbiamo recuperare velocemente efficienza, rimetterci al passo con standard europei e garantire migliori servizi ai cittadini e alle città. Dobbiamo evitare o quanto meno ridurre il livello di sanzioni europee pari a 700 milioni l’anno e al taglio di alcuni fondi Ue fino alla conquista della depurazione. Abbiamo chiesto alle aziende e soprattutto all’Autorità dell’ Energia Elettrica e Gas, e da oltre un anno dell’acqua, di rilanciare gli investimenti per rendere il servizio universale in tutta Italia e lo sblocco di 480 cantieri già previsti e finanziati per 4.8 miliardi dai piani di ambito per nuove reti, impianti e anche per gestire le nuove criticità create dai cambiamenti climatici. Nuovi cantieri che porterebbero occupazione e ossigeno per le imprese in crisi”.