I Comuni italiani hanno difficoltà a chiudere i bilanci preventivi di quest’anno. A rischio sono servizi e stipendi dei dipendenti, senza contare l’impossibilità di programmare qualsiasi investimento. E’ il grido d’allarme che si leva dai sindaci di oltre ottomila comuni italiani riuniti oggi a Roma per prendere parte all’Ufficio di presidenza dell’Anci. Obiettivo, valutare le iniziative del governo a cominciare dall’Imu e dalla service tax.
“E’ necessario – ha dichiarato il presidente dell’Anci, Piero Fassino – che i provvedimenti assunti in queste settimane dal Governo non siano misure episodiche né congiunturali ma siano segno di una maggiore apertura del rapporto tra Stato e comuni: serve più interlocuzione e maggiore riconoscimento dell’autonomia dei Comuni”.
Per Fassino, maggiore autonomia dei Comuni significa “innanzitutto, che dal 2014 non vi siano più riduzioni di trasferimenti da Stato a enti locali”.
“In secondo luogo – aggiunge – in tema di fiscalità, che ci sia la completa titolarità dei Comuni che devono essere in grado di garantire le risorse adeguate, come ad esempio la service tax. Inoltre maggiore autonomia dei Comuni significa la revisione del patto di stabilita’ a partire dalla legge di stabilità”.
Sul fronte Imu, i Comuni chiedono garanzie dallo Stato sull’introito che avrebbero ottenuto se la tassa non fosse stata abolita. Ovvero i 4,5 miliardi di euro per i quali il Governo aveva detto, giorni fa, prima di approvarne la cancellazione, di avere la copertura necessaria. Sulla service tax, invece, Fassino chiede “che sia un tributo di competenza esclusiva degli enti locali e che sia equa e sostenibile per i cittadini”.