“Gli italiani sono stati i primi ad arrivare in Katanga. Hanno fatto fortuna, hanno sposato le nostre donne, si sono integrati. Se Calderoli vuole venire qui accoglieremo anche lui a braccia aperte, come un fratello”. A parlare, intervistato dal settimanale Oggi, è Clement Kikoko Kyenge, padre del nostro ministro dell’Integrazione e capo di un villaggio sull’altopiano del Katanga, all’estremità sud della Repubblica Democratica del Congo.
“Possono lanciare tutte le banane che vogliono ma Cècile è italiana – spiega Kyenge – L’Italia le ha dato la possibilità di studiare, di farsi una famiglia e una carriera. E’ il suo Paese. Ascolterà tutto e tutti, insulti compresi. Ma non mollerà e un passo alla volta arriverà dove vuole”.
E ricorda quando la figlia lo chiamò per sapere come comportarsi davanti agli insulti del coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli.
“Le ho risposto con un proverbio africano: il cane abbaia, la carovana passa. E ho pregato affinché il Signore liberi Calderoli dalla malvagità dello spirito”.