Tagli lineari alle spese dei ministeri, esclusi quelli della Sanità e dell’Istruzione, vendita di immobili del Demanio, e minori trasferimenti agli enti locali. Questi i capisaldi della manovra da 1,6 miliardi di euro, varata dal Consiglio dei ministri per fare rientrare il deficit 2013 al di sotto della soglia del 3% del Pil.
Per far fronte ai problemi indotti dal fenomeno dell’immigrazione, il Governo ha disposto la costituzione di un Fondo presso il ministero dell’Interno con una dotazione di 190 milioni di euro per l’anno 2013. E’ stato inoltre incrementato di 20 milioni di euro il Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. I complessivi 210 milioni di euro a copertura dei provvedimenti provengono per 90 milioni di euro dal Fondo rimpatri, per 70 milioni di euro dalle entrate dell’Inps derivanti dalla regolarizzazione degli immigrati, e per 50 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura.