L’emigrazione interazionale è come un trapianto biologico. Necessita di preparazione e gradualità, altrimenti avviene un rigetto. Noi non sappiamo quanti migranti possiamo accogliere, ma l’Unione Euopea non ha sinora adottato politiche efficaci”.Così il presidente dell’Istat, Antonio Golini, in occasione del Sorrento Meeting, l’evento di economia internazionale promosso dall’Obi, l’Osservatorio Banche Imprese di Economia e Finanza.”Il Mediterraneo deve tornare ad essere un elemento di scambio e sviluppo, e l’Europa non ha altra scelta – ha osservato – L’africa crescerà nei prossimi anni fino a un miliardo di persone e avrà bisogno di nuovi posti di lavoro per fronteggiare la crescita demografica. Per il continente africano si tratta di una sfida impossibile da gestire nelle condizioni attuali e perciò non potrà che verifcarsi nuova emigrazione”.Come fronteggiare il problema del Mezzogiorno d’Italia diventato un iceberg staccato dal continente? E quello dell’africa sub-sahariana che preme sull’Europa? Secondo Golini possibili soluzioni sono “potenziare l’idea di Sarkozy dell’Unione del Mediterraneo, un piano Marshall per il Nord Africa e il Mediterraneo e realizzare una rete delle città del Mezzogiorno”.
15