“Non si può tollerare che migliaia di persone muoiano ogni giorno di fame, pur essendo disponibili ingenti quantità di cibo, che spesso vengono semplicemente sprecate. Parimenti, non possono lasciare indifferenti i numerosi profughi in cerca di condizioni di vita minimamente degne, che non solo non trovano accoglienza, ma non di rado vanno incontro alla morte in viaggi disumani”. E’ uno dei passaggi del messaggio inviato da Papa Francesco in occasione del 44mo incontro annuale del World Economic Forum, in corso in questi giorni a Davos-Klosters, in Svizzera, al quale prendono parte 40 capi di Stato e di Governo ed oltre 2.500 partecipanti provenienti da quasi cento paesi, fra i quali 1.500 imprenditori e rappresentanti di organizzazioni internazionali, della società civile, dei mezzi di comunicazione, dell’istruzione e delle arti.
“La vocazione di un imprenditore – scrive il pontefice – è un nobile lavoro, sempre che si lasci interrogare da un significato più ampio della vita. Occorre riconoscere il ruolo fondamentale che l’imprenditoria moderna ha avuto in tali cambiamenti epocali, stimolando e sviluppando le immense risorse dell’intelligenza umana. Tuttavia, i successi raggiunti, pur avendo ridotto la povertà per un grande numero di persone, non di rado hanno portato anche ad una diffusa esclusione sociale. Infatti, la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continua a vivere ancora una quotidiana precarietà, con conseguenze spesso drammatiche”.
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