Inasprire i dazi doganali contro il dumping o le sovvenzioni nelle importazioni da paesi terzi e aiutare le piccole imprese a sfruttare le misure disponibili. Lo chiedono i deputati del Parlamento europeo
“Stiamo esaminando la parte più controversa della politica commerciale dell’Ue, gli strumenti di difesa commerciale, che normalmente consistono nei dazi antidumping – ha affermato il relatore Christofer Fjellner – Casi di alto profilo, come il dazio antidumping del 47% sui pannelli solari cinesi importati, stanno spingendo questa revisione sempre più in alto nelle priorità dell’agenda politica. Abbiamo proposto compromessi ragionevoli nella maggior parte dei casi, dalla trasparenza a più diritti di scrutinio per il Parlamento e abbiamo anche migliorato in modo sostanziale gli aiuti destinati alle piccole imprese”, (Ppe, Sv).
I deputati sottolineano che la complessità e le spese di avvio delle inchieste antidumping e antisovvenzioni riguardano principalmente i maggiori operatori del settore. Le piccole e medie imprese (PMI), al contrario, sono svantaggiate nell’accesso agli strumenti di difesa commerciale dell’UE. Il Parlamento suggerisce la creazione di un helpdesk che aiuti le PMI a presentare denunce e che fornisca orientamento e assistenza nei procedimenti di indagine. Questo ufficio potrebbe inoltre aiutare il settore colpito, in gran parte in piccole e medie imprese, ad assemblare le prove necessarie sul danneggiamento economico subito, per giustificare il lancio di un’inchiesta antidumping.
I deputati aggiungono che per i settori in gran parte costituiti da piccole e medie imprese dovrebbe essere possibile imporre dazi più elevati sulle importazioni di beni oggetto di dumping o di sovvenzioni.
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