“La presa che le mafie conservano al Sud e l’infiltrazione che tentano al Nord sono uno dei freni che rallentano il cammino dell’economia italiana”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, partecipando all’Università statale di Milano al seminario su “Le Mafie nel nord”.
“Le imprese italiane indebolite della crisi economico-finanziaria sono più vulnerabili all’infiltrazione mafiosa – ha dichiarato il numero uno di via Nazionale – A indicarlo c’è innanzitutto una semplice constatazione: il Mezzogiorno, in cui è maggiore la presenza della criminalità organizzata, è anche l’area italiana dal prodotto pro capite più basso”.
“Nelle economie a forte presenza criminale – ha aggiunto Draghi – le imprese pagano più caro il credito ed in quelle aree è più rovinosa la distruzione di capitale sociale dovuta all’inquinamento della politica locale”.
Draghi ha inoltre citato uno studio di Bankitalia, che dimostra come 30 anni di infiltrazione mafiosa abbiano determinato in Puglia e Basilicata la perdita di 20 punti di Pil a causa dei minori investimenti privati.
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