Hanno superato il tetto dei 160 miliardi lord (per la precisione 160,4) le sofferenze nette dei prestiti bancari.
Lo comunica l’Abi nel rapporto di marzo, aggiungendo che l’ammontare delle sofferenze nette su impieghi totali è del 4,38% a gennaio, in aumento dal 4,31% di dicembre.
A febbraio 2014 risulta sostanzialmente stabile la dinamica dei prestiti bancari. Il complesso dei finanziamenti registra un’ulteriore attenuazione della variazione negativa su base annua (-3% dal -4,5% del novembre 2013). Anche i finanziamenti a famiglie e imprese si posizionano sul -2,9% come variazione annua a febbraio 2014, era -2,3% a gennaio 2014 e -4% a dicembre 2013. L’andamento risente del persistere della negativa evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.855 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.430 miliardi di euro.
I tassi di interesse sui prestiti si sono assestati in Italia su livelli storicamente molto bassi: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è posizionato al 3,44% (dal 3,50% del mese precedente e segnando il valore più basso da settembre 2011; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato al 3,42% (3,41% a gennaio 2014; 5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,89% (3,90% il mese precedente; 6,18% a fine 2007).
Il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,83% (1,86% a gennaio 2014; 2,89% a fine 2007). Il tasso
praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) è lievemente diminuito collocandosi allo 0,93% (0,95% a gennaio 2014), così come quello sulle obbligazioni al 3,38% (3,42% a gennaio 2014), mentre quello sui
PCT è rimasto stabile all’1,73%.