“La corruzione può attecchire dovunque: nessun organismo e nessuna istituzione possono ritenersene indenni. Nessuna istituzione che abbia competenze pubbliche può ritenersi scevra di responsabilità di fronte al suo dilagare”. È l’allarme lanciato dal procuratore generale presso la Corte dei Conti, Salvatore Nottola, che ha citato Expo 2015 come “caso emblematico” di “deroghe a norme e controlli, smantellati in virtù dell’urgenza, che hanno di fatto favorito la corruzione”.
Dalla Corte dei Conti, l’invito a ridefinire i confini operativi della pubblica amministrazione. Un impegno “che può essere affrontato solo alla luce di una chiara strategia di governo della spesa e di selezione dei terreni su cui è chiamato ad incidere l’intervento pubblico. “Non si tratta solo di eliminare gli sprechi e di riorganizzare le modalità di produzione e di accesso ai servizi – spiega l’organismo – Occorre affrontare direttamente il tema della sostenibilità futura di un sistema di prestazioni di servizi alla collettività, dalla salute e l’istruzione alle imprese e all’ambiente, originariamente concepito in un contesto economico, sociale e demografico più favorevole”.
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