Nel settore immobiliare, con una compravendita media di quasi mezzo milione di euro, i manager e i dirigenti nel primo semestre dell’anno hanno avuto la capacità di spesa maggiore tra tutte le categorie professionali. In questi anni, hanno mantenuto sostanzialmente inalterato il proprio reddito e hanno visto crescere il proprio potere d’acquisto grazie al calo delle quotazioni, che, in base alle rilevazioni effettuate dal Centro Studi del Gruppo Toscano, sono diminuite complessivamente del 25,6% dal 2009.
La classe dirigente italiana cerca casa per lo più nei centri delle grandi città e sceglie immobili preferibilmente di rappresentanza con una superficie di almeno 120 metri quadrati. Tale tesi è suffragata soprattutto al Centro Italia, in particolare a Roma dove sono concentrati i ministeri e le maggiori Istituzioni. Nella Capitale la compravendita media sale a 553.190 euro mentre calano leggermente le metrature (114 metri quadrati in media).
Differente la situazione di imprenditori e liberi professionisti, che, essendo strettamente legati alla produzione di beni o servizi, hanno subìto la contrazione dei consumi. Dieci anni fa, imprenditori e liberi professionisti trainavano le compravendite del mercato residenziale italiano, mentre oggi si trovano con un potere d’acquisto eroso dalla crisi. La compravendita media rispettivamente è di 342.536 e di 259.448 euro.
All’incirca stabile la situazione dei dipendenti, siano essi pubblici o privati, con una compravendita media di 269.000 euro.
I pensionati vendono il proprio immobile solitamente per acquistare una casa di metratura più ridotta, più semplice da gestire, anche sotto il profilo economico. La compravendita media si assesta sui 217.826 euro e la metratura tipica è di 80 metri quadrati.