Un lungo discorso, durato oltre 35 minuti. Interrotto frequentemente dagli applausi dell’intero emiciclo dell’Aula di Montecitorio.
Il nuovo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver prestato giuramento sulla Costituzione, ha rivolto il suo messaggio al Parlamento e alla nazione.
“Avverto pienamente la responsabilità del compito che mi è stato affidato – ha detto – Dovrò rappresentare l’unità nazionale che lega indissolubilmente i nostri territori, da Nord al Mezzogiorno”.
Iniziando il suo intervento, Mattarella ha rivolto un “saluto deferente” ai suoi predecessori Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. In particolare ringraziando Napolitano per aver accettato “l’onere di un secondo mandato in un momento particolarmente difficile”.
Nei suoi saluti, il capo dello Stato ha fatto omaggio agli italiani all’estero e alle comunità di stranieri in Italia. Ha sottolineato l’impegno di tanti connazionali all’estero, e auspicato il “definitivo rientro in patria” dei fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Ha rivolto un pensiero ai civili impegnati nell’opera di cooperazione. “Di tre italiani, padre Paolo Dall’Oglio, Giovanni Lo Porto e Ignazio Scaravilli non si hanno notizie in terre difficili e martoriate – ha ricordato – A loro e ai loro familiari va la solidarietà e la vicinanza di tutto il popolo italiano, insieme all’augurio di fare presto ritorno nelle loro case”.
Mattarella si è a lungo soffermato su alcuni temi economici, delineando i punti di “un’agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo”. I riferimenti fatti sono alla “lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, che ha inferto ferite al tessuto sociale, aumentato le ingiustizie, generato nuove povertà, emarginazione e solitudine, alla perdita di occupazione e al lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno”.
“Bisogna evitare – ha esortato Mattarella – che la crisi economica intacchi il rispetto di principi e valori su cui si fonda il patto sociale sancito dalla Costituzione. L’impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze. Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana”.
Il presidente della Repubblica ha affrontato i nodi delle modifiche alla seconda parte della Costituzione, all’esame delle Camere, e degli iter dei procedimenti legislativi.
“Senza entrare nel merito delle singole soluzioni, che competono al Parlamento, nella sua sovranità – ha detto – desidero esprimere l’auspicio che questo percorso sia portato a compimento con l’obiettivo di rendere più adeguata la nostra democrazia. Vi è anche la necessità di superare la logica della deroga costante alle forme ordinarie del processo legislativo, bilanciando l’esigenza di governo con il rispetto delle garanzie procedurali di una corretta dialettica parlamentare. Come è stato più volte sollecitato dal Presidente Napolitano, un’altra priorità è costituita dall’approvazione di una nuova legge elettorale, tema sul quale è impegnato il Parlamento”.
La seconda parte del messaggio di Mattarella è stato incentrato sul ruolo del presidente della Repubblica, “arbitro imparziale a cui compete la puntuale applicazione delle regole”.
“La garanzia più forte – ha sottolineato – consiste nell’applicazione della Costituzione. Nel viverla giorno per giorno”. Garantire la Costituzione significa “garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi, riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro, promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, amare i nostri tesori ambientali e artistici, ripudiare la guerra e promuovere la pace, tutelare i diritti dei malate, concorrere con lealtà alle spese della comunità nazionale, fare in modo che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi, fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni, rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità, sostenere la famiglia, garantire l’autonomia ed il pluralismo dell’informazione, ricordare la Resistenza”.
Infine, garantire la libertà. “Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva”.
Durante il suo intervento, Mattarella ha fatto un forte richiamo al “senso della legalità” e alla “lotta alla mafia e alla corruzione”, che richiede “una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci, e una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere”.
“Nella lotta alle mafie abbiamo avuto molti eroi – ha sottolineato – Penso tra gli altri a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.
Ampio spazio nel suo discorso al ruolo della comunità internazionale di fronte alle minacce del terrorismo. “Un fenomeno così grave non si può combattere rinchiudendosi nel fortino degli Stati nazionali – ha detto – I predicatori d’odio e coloro che reclutano assassini utilizzano internet e i mezzi di comunicazione più sofisticati, che sfuggono, per la loro stessa natura, a una dimensione territoriale”.
E poi un’analisi del ruolo dell’Europa, nella quale “l’Italia ha trovato l’affermazione della sua sovranità, un approdo sicuro ma soprattutto un luogo da cui ripartire per vincere le sfide globali”. ”L’Unione Europea – ha sostenuto -rappresenta oggi, ancora una volta una frontiera di speranza e la prospettiva di una vera unione politica va rilanciata, senza indugio”.
Mattarella ha invocato maggiore attenzione, da parte delle istituzioni europee, nella gestione dell’emergenza umanitaria, “grave e dolorosa”, dell’immigrazione. “L’Italia – ha detto – sta facendo bene la sua parte e siamo grati a tutti i nostri operatori, ai vari livelli, per l’impegno generoso con cui fronteggiano questo drammatico esodo”.
In conclusione un messaggio di auguri rivolto al popolo italiano, affinché “si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace”.
Link: Il testo integrale del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella