Il cantiere Italia viaggia a rilento.
Quattordici anni dopo l’approvazione delle legge obiettivo, su un totale di mille lotti di interventi, tra opere, interventi e sottinterventi, è dell’appena l’8,4 per cento il valore dei lavori ultimati: 23,8 miliardi su un totale di 284.
Il valore dei lavori in corso ammonta invece a oltre 44 miliardi di euro, il 15,6 per cento del totale.
I numeri sono contenuti nel nono rapporto sull’attuazione della legge obiettivo, presentato alla commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.
Dallo studio emerge che per il 97 per cento dei lotti è stato individuato un livello di attuazione compreso tra la prima fase progettuale dello studio di fattibilità e l’ultimazione dei lavori.
Risultano in fase di gara interventi per un valore di oltre 22 miliardi di euro, corrispondenti all’8 per cento dei costi totali. Rientrano tra questi alcune rilevanti operazioni, quali i collegamenti autostradali Orte-Mestre (10,1 miliardi) e Telesina (720 milioni).
Il restante 58 per cento dei costi, pari a circa 165 miliardi, riguarda invece interventi in fase di progettazione.
Rispetto al costo, le opere stradali rappresentano il 52 per cento del totale, pari a circa 148 miliardi, le opere ferroviarie rappresentano il 35 per cento, pari a 99 miliardi, le metropolitane poco più del 6 per cento, pari a 18 miliardi, le opere portuali il 2 per cento (5,6 miliardi), gli interporti lo 0,6 per cento (1,6 miliardi) e le opere aeroportuali appena lo 0,1 per cento (188 milioni).
Un altro 1,9 per cento spetta al Mose. (5,5 miliardi), lo 0,9 per cento al comparto energetico (2.445 milioni) e lo 0,8 per cento (2.365 milioni) agli schemi idrici. Il restante 0,9 per cento (2.540 milioni) spetta all’edilizia e ad altre tipologie di opere.
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