Resiste tra le famiglie italiane il precetto religioso che impone di non mangiare carne il Venerdì Santo.
Sette italiani su dieci metteranno del pesce sulle proprie tavole, per un consumo complessivo che la ImpresePesca Coldiretti stima oggi in circa 25 milioni di chili, equivalente ad una spesa di 200 milioni di euro.
“Gli italiani – sottolinea la Coldiretti – si orienteranno soprattutto verso il pesce azzurro, dalle alici alle sardine fino agli sgombri venduti a prezzi contenuti secondo i criteri di sobrietà richiesti dalla ricorrenza senza tuttavia rinunciare al gusto e alla salute per l’elevato contenuto di grassi insaturi e in particolare del tipo omega tre. I menu sono quelli tipici delle tradizioni locali cucinati secondo ricette semplici nel rispetto della giornata di riflessione come la pasta con le sarde in Sicilia, le tradizionali zuppe di pesce che assumono nomi differenti a seconda delle regioni, fino alle ricette più classiche come le alici scottadito o in saor, tipica del Veneto, le seppie con i piselli, le uova col tonno o gli spaghetti al ragù di mare”
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