Mentre i riflettori della politica e dell’economia mondiale sono tutti sulla Grecia, il mercato immobiliare ellenico è in fibrillazione. Dopo la vittoria del no al referendum del 5 luglio sull’accordo con i creditori, le ricerche immobiliari effettuate da utenti in Grecia sono calate in media del 38%. Al contempo, quelle arrivate dall’estero sono aumentate mediamente del 60%.
A calcolarlo è Immobiliare.it, che ha analizzato il traffico corrispondente agli immobili greci presenti sul sito e ha confrontato questi numeri con quelli del suo partner greco, il gruppo Spitogatos.gr.
Nei quattro giorni seguenti alla proclamazione della consultazione popolare il traffico dall’estero è cresciuto del 130%, per poi assestarsi ad un incremento medio del 50%, rimasto costante nei giorni seguenti.
Non tutte le nazioni hanno mostrato lo stesso interesse nei confronti del mattone greco, che sta vivendo la sua seconda crisi immobiliare dopo quella successiva alle Olimpiadi del 2004 e che ha già visto una prima forte contrazione dei prezzi. A guardare con più attenzione alle opportunità del mercato immobiliare ellenico sono le nazioni più vicine o quelle storicamente legate alla Grecia: in primis la Russia, con un aumento del 244% nelle ricerche rispetto al periodo precedente alla proclamazione del referendum, l’Italia (+194%), la Francia (+156%) e la Turchia (+105%).
Seguono poi quei Paesi tradizionalmente territorio di emigrazione greca, come gli Stati Uniti (+114%), l’Australia (+105%) e il Canada (+96%). Si segnala, inoltre, l’aumento relativamente contenuto delle ricerche dal Regno Unito (+36%) e addirittura il calo registrato dalla Germania (-5%).
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