“Dobbiamo trovare nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale. Ma è con serietà e convinzione che mi sento di dire: queste vie non le troveremo attraverso una mortificazione della risorsa di cui l’Italia è più ricca: la risorsa cultura, nella sua accezione unitaria. Adoperiamoci perché di ciò si convincano tutti e perché se ne traggano le conseguenze. Questo deve essere il nostro solidale impegno”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia di consegna al Quirinale dei Premi “Vittorio De Sica” con i quali, ha detto il capo dello Stato “noi festeggiamo e sosteniamo, con il cinema, anche il teatro e tutte le realtà dello spettacolo. Ed è stato bello e significativo che questa istituzione si sia evoluta, fino ad abbracciare anche la letteratura, la musica, le arti visive, la storia, riconoscendone il legame intrinseco con la creazione cinematografica e inducendoci a vedere i problemi dello spettacolo nel quadro più generale dei problemi della cultura, del suo ruolo e delle sue esigenze, e quindi del modo di corrispondervi in Italia nelle condizioni attuali”.
Napolitano ha rinnovato la sua vicinanza “al cinema italiano come parte costitutiva della nostra identità nazionale, come risorsa produttiva, come fattore di prestigio e di attrazione dell’Italia nel mondo” e osservato che “il discorso sullo spettacolo come mondo espressivo, come attività economica, come industria che ha i suoi ritorni per il Paese richiede un’attenzione specifica, per le gravi difficoltà che sta attraversando e per l’incertezza che pesa sul suo futuro”.