Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, il nuovo Codice degli appalti pubblici, che recepisce i contenuti di alcune direttive europee.
La principale novità è costituita dalle regole per la scelta del contraente. “Basta alle gare al massimo ribasso, la scelta coniugherà prezzo e qualità” ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio. Il Codice prevede che il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa venga ora inteso come sintesi tra offerta economica e offerta tecnica, divenendo il criterio di aggiudicazione preferenziale, nonchè obbligatorio per i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica e per quei servizi in cui è fondamentale l’apporto di manodopera nei settori in cui prevale l’esigenza di qualità o di tutela dei lavoratori.
Il pacchetto di norme contiene inoltre criteri di semplificazione, snellimento, riduzione delle norme in materia e rispetto del divieto di gold plating.
Si tratta di una disciplina autoapplicativa. Non prevede, infatti, un regolamento di esecuzione e di attuazione, ma l’emanazione di linee guida di carattere generale, che saranno approvate con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti su proposta dell’Autorità nazionale anticorruzione e previo parere delle competenti commissioni parlamentari.
Il Codice è suddiviso per processi, di facile consultazione, ed articolato in sequenza dal momento in cui si decide una procedura di affidamento a quello finale dell’esecuzione. Declina la pianificazione, programmazione e progettazione, fasi fondamentali per la stazione appaltante, le modalità di affidamento, individuando i principi comuni a tutti i tipi di affidamento: trasparenza, economicità, efficacia, correttezza, tempestività, libera concorrenza, non discriminazione, applicabilità dei contratti collettivi al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto dei contratti, applicabilità della legge numero 241 del 1990, il RUP, le fasi delle procedure, i controlli sugli atti di affidamento e i criteri di sostenibilità energetica e ambientale.
Sono quindi disciplinate le regole procedurali per ogni tipologia contrattuale: appalto, concessioni, altre tipologie quali quelle in house, contraente generale, strumenti di partenariato pubblico-privato, ricomprendendo in quest’ultimo il project financing, strumenti di sussidiarietà orizzontale, il baratto amministrativo. Vengono disciplinati i passaggi: verifica della soglia comunitaria e requisiti di qualificazione della stazione appaltante, modalità di affidamento e scelta del contraente, bandi, avvisi, selezione delle offerte, aggiudicazione, esecuzione, della verifica e collaudo.
Il Codice sviluppa il superamento della “legge obiettivo” attraverso strumenti di programmazione delle infrastrutture, insediamenti prioritari e l’espresso richiamo all’applicazione delle procedure ordinarie.
Sul contenzioso, introduce un nuovo rito abbreviato in camera di consiglio sull’impugnativa dei motivi di esclusione, nonché disciplina i rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale.
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