L’Italia è l’economia europea che è cresciuta meno nell’ultimo decennio, con un tasso medio annuo dello 0,2 per cento contro l’1,1 per cento dell’area dell’euro. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del Paese.
Anche i dati relativi al 2010 evidenziano una velocità di ripresa inferiore rispetto a quella degli altri Paesi dell’Unione economica monetaria. Nella media dei dodici mesi l’economia italiana ha fatto registrare una crescita dell’1,3 per cento contro l’1,8 per cento dell’Ue-17. Nel primo trimestre dell’anno la crescita è stata dello 0,1 per cento su base congiunturale e dell’1,1 per cento su base tendenziale, mentre nell’Unione economica monetaria la crescita è stata dello 0,8 per cento su base trimestrale e del 2,7 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2010.
A livello globale, nel 2010 l’economia internazionale ha recuperato ampiamente i livelli d’attività precedenti la crisi: il Pil mondiale a parità di potere d’acquisto è cresciuto del 5 per cento, dopo la flessione dello 0,5 per cento del 2009. Il volume degli scambi di beni e servizi è aumentato del 12,8 per cento, compensando la caduta del 10,5 per cento dell’anno precedente. La produzione industriale nell’ultima parte dell’anno è anch’essa tornata sui livelli pre-crisi.
L’intensità dell’espansione è stata molto differenziata tra le aree geo-economiche. Le economie emergenti hanno confermato il ruolo di motore della crescita mondiale, con un aumento del Pil pari al 7,3 per cento (dal 2,7 nel 2009), mentre nelle economie avanzate il Pil è cresciuto del 3 per cento, dopo una caduta del 3,4 per cento l’anno precedente.