I progetti di smart working sono ora diffusi nel 30% delle grandi imprese, contro il 17% dello scorso anno. Stabile invece al 5% tra le pmi.
Secondo un’indagine della Doxa, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, facendo riferimento al solo lavoro subordinato, gli smart workers sono già 250 mila, circa il 7% del totale di impiegati, quadri e dirigenti, in aumento del 40% rispetto al 2013.
Il lavoratore “smart” tipo è un uomo (69%) con un’età media di 41 anni, che risiede al Nord (52%) e rileva benefici nello sviluppo professionale, nelle prestazioni lavorative e nel work-life balance rispetto ai lavoratori che operano secondo modalità tradizionali.
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