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La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi quattro articoli della Riforma Madia sulla pubblica amministrazione, nella parte in cui si prevede l’attuazione, attraverso decreti legislativi, con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni o Unificata.
La Consulta, che ha accolto un ricorso presentato dalla Regione Veneto, ha sostenuto che sia invece necessaria la previa intesa.
Nel dettaglio, la pronuncia di legittimità riguarda le norme relative alla dirigenza, partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego.
Respinti invece i dubbi di legittimità costituzionale relativi alla delega per il Codice dell’amministrazione digitale.