“Quando il gioco si svolge regolarmente, senza falli e senza irregolarità, l’arbitro neppure si nota, quasi non ci si accorge che sia in campo, interviene soltanto per regolare quando le cose non vanno. Il presidente della Repubblica è come un arbitro”.
Con questo paragone il capo dello Stato ha spiegato il suo ruolo, nel corso di un incontro al Quirinale con alcune scolaresche delle scuole secondarie di primo grado.
“Il mio è un lavoro che in larga parte non si vede perché non si fa con i proclami. La persuasione è più efficace se non viene proclamata in pubblico. Questa attività di esortazione e di suggerimenti non si vede ma è la più importante attività del capo dello Stato” ha aggiunto Mattarella.
Ai bambini che gli chiedevano di confessare un suo sogno, il presidente della Repubblica ha detto di immaginare un “Paese che cresca sempre di più e che sia capace di vivere sentendosi in una vera comunità, sentendo tutti quanti che la nostra sorte è legata gli uni agli altri”.
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