Campania, Sicilia e Basilicata sono le prime tre regioni d’Italia a dare il via alla stagione dei saldi invernali. Poi, entro giovedì, si accoderanno tutte le altre.
Quest’anno, sottolinea la Confesercenti, i saldi sono un evento particolarmente atteso. Tra i consumatori italiani, innanzitutto: oltre un italiano su due, il 58%, si dichiara interessato o molto interessato ad acquistare prodotti, in due casi su tre d’abbigliamento. Ma anche tra i commercianti, che sperano di recuperare un andamento delle vendite natalizie sotto le previsioni.
“Secondo le nostre stime, elaborate in base alle intenzioni di acquisto degli italiani – dice Roberto Manzoni, presidente di Fismo, l’associazione che riunisce i commercianti del settore moda di Confesercenti – i saldi possono valere potenzialmente oltre 4,9 miliardi di euro di consumi, per una spesa media di circa 330 euro a famiglia”.
Una boccata d’ossigeno per un settore che, secondo le proiezioni dell’Osservatorio Confesercenti, non è ancora uscito dalla crisi: nel solo 2016 hanno cessato l’attività oltre 6mila negozi indipendenti d’abbigliamento, tessili, calzature e accessori, sia nel centro nord (-3.721 imprese) che al Sud e nelle Isole (-2.411).
L’indagine ha analizzato diverse città.
Per quanto riguarda Milano, le classiche vie dello shopping registrano un buon avvio dei saldi, grazie ai turisti presenti in città, in occasione delle festività natalizie. Nelle zone limitrofe al centro e in periferia, invece, c’è un clima d’attesa legato al fatto che molti residenti sono fuori, quindi la corsa all’acquisto scontato sembra essere rimandata ai primi giorni della prossima settimana. I commercianti, comunque, ripongono molte speranze nelle vendite a saldo, dopo un Natale caratterizzato da acquisti sottotono.
“Nella Capitale invece si registra, nella mattinata, un avvio positivo – dichiara Valter Giammaria, presidente della Confesercenti di Roma – in controtendenza rispetto allo scorso anno. L’interesse dei consumatori si mostra, dunque, positivo nei confronti dei saldi invernali 2017, considerando che quest’anno sono partiti in un giorno feriale. Per fare considerazioni più precise sull’andamento dovremo, però, aspettare domani, giorno dell’Epifania, in cui le famiglie tradizionalmente si recano a festeggiare per le strade della città e nelle successive giornate che chiuderanno le festività natalizie. Gli sconti di fine stagione cadono, ancora, in un momento di estrema difficoltà per il settore abbigliamento e calzature e possono, dunque, rappresentare una occasione di recupero per l’impresa diffusa.
La città di Firenze registra una partenza senza entusiasmo. Per le vie del centro si è riscontrato un maggiore flusso dovuto, soprattutto, ai turisti e la speranza è che nei prossimi giorni di festività l’attenzione per i saldi acquisti velocità.
A Torino, i commercianti parlano di conferma dei risultati della scorsa stagione o, in molti casi, addirittura di un aumento fra il 5% e il 10%. Questo almeno per quanto riguarda i negozi del centro. Più problematica la situazione in periferia, condizionata dalla minore capacità di spesa e della concorrenza delle vicine strutture di grande distribuzione: qui si considererebbe un grande successo confermare i dati dello scorso anno, ma in queste prime ore si registra un calo fra il 5% e l’8%. Le aspettative di tutti sono comunque di una clientela in aumento, grazie al week-end “lungo” e all’interesse dei consumatori: oltre il 60% dei torinesi, infatti, utilizzerà i saldi. A questo si aggiunge la spesa dei tanti turisti ancora presenti o in arrivo in città per l’Epifania: almeno per una parte dei negozi del centro questo potrebbe fare la differenza. I primi dati sullo scontrino medio confermano una spesa che si aggira fra i 220 e i 250 euro. Da subito piuttosto alti gli sconti: 30/40%.
A Napoli, complice il maltempo, la prima giornata di saldi non ha dato i risultati sperati. Pioggia e neve hanno disincentivato la corsa all’acquisto scontato: il dato di queste prime ore di promozioni registrato dai commercianti non è, dunque, positivo.
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