Sono 51,6 milioni gli italiani che mangiano i salumi. E nell’ultimo anno ha mangiato prodotti di carne suina ben il 96% degli italiani maggiorenni, di cui il 59,7% una o più volte alla settimana e il 36,3% qualche volta al mese, mentre solo il 4% dichiara di non mangiarli mai.
Sono alimenti che, evidenzia un’indagine del Censis, hanno conquistato molto tempo fa, per non lasciarlo più, un posto fondamentale nei carrelli della spesa, nelle dispense e sulle tavole degli italiani.
La spesa per salumi e carne suina cresce più dei consumi alimentari. Nel periodo 2008-2015 la spesa delle famiglie per salumi e carni suine ha registrato una riduzione del 2,6%, molto meno dei consumi alimentari complessivi (-8,3%). Nel biennio 2013-2015 la spesa per salumi e carni suine ha segnato un incremento del 6,9% a fronte del +0,5% di quella alimentare complessiva. Nell’attuale fase della neo-sobrietà post-crisi i prodotti del settore sono tra quelli per cui gli italiani sono disposti a spendere qualche euro in più e non accettano di dovervi rinunciare.
Il consumo pro-capite annuo degli italiani di carne suina e salumi è nel 2016 pari a 19,9 kg, 9 etti in più rispetto al 2008. In termini di consumi apparenti, al lordo cioè delle parti di scarto, con una stima di 39,5 kg pro-capite annui di carne suina e salumi, l’Italia si colloca comunque al 16mo posto nella graduatoria europea, con 25,6 kg pro-capite all’anno in meno dei ciprioti, 16,5 kg in meno dei danesi, 15,3 kg in meno degli olandesi, 15,2 kg in meno rispetto alla Spagna e 12,9 kg in meno della Germania.
Perché tanti italiani mangiano salumi e prodotti di carne suina? L’86,7% dichiara di mangiarli perché piacciono e tale motivazione è prevalente in modo trasversale alle diverse aree geografiche (87,7% al Nord-Ovest, 88,3% al Nord-Est, 84,9% al Centro, 85,9% al Sud), alle classi di età (il 91,3% dei millennials, l’88,6% dei baby boomers, il 77,7% degli anziani), alle tipologie familiari (l’88,5% nelle famiglie con figli minori, il 91% tra i single).
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