Il ministero degli Affari Esteri ha espresso con una nota “la propria soddisfazione per la rapidità e serietà con cui la Corte Penale Internazionale ha dato esecuzione al mandato conferitole dal Consiglio di Sicurezza con la risoluzione 1970 sulla situazione in Libia a partire dal 15 febbraia”. “La decisione pronunciata oggi dalla Corte dell’Aja – sottolinea la Farneinsa – conferma le gravi responsabilità di Gheddafi, di suo figlio Saim e del suo genero Al Senoussi pergli omicidi e le persecuzioni commessi dalle forze armate libiche contro gli oppositori al regime a partire dal 15 febbraio, in particolare a Tripoli, Bengasi e Misurata: azioni che ricadono nella categoria dei crimini contro l’umanità. Avevamo del resto avuto prova, attraverso numerose immagini e testimonianze, delle crudeltà perpetrate da Gheddafi contro il proprio popolo. La pronuncia della Corte sulle comprovate responsabilità di Gheddafi – prosegue la nota – legittima ulteriormente l’assoluta necessità e l’alto valore della missione umanitaria della Nato in Libia, su mandato Onu, nel quadro della responsabilità di proteggere che spetta alla comunità internazionale nelle emergenze umanitarie provocate da atti di repressione di dittatori verso il proprio popolo”.
“Nell’assicurare il suo forte e convinto contributo all’attività della Corte Penale Internazionale – conclude la Farnesina -, l’Italia continuerà coerentemente, insieme ai propri alleati e partners, il proprio impegno nella missione internazionale per aprire la strada ad una soluzione politica della crisi libica, per realizzare una Libia democratica ed unita, senza Gheddafi”.