Giuseppe Leone, fotografo siciliano di fama internazionale, per la prima volta sarà in Campania dal 3 al 9 giugno per un progetto speciale del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, organizzato dall’ente di cultura e promozione sociale “Simposio delle Muse”. Il progetto, denominato “Le Residenze dell’Arte – Il Grand Tour”, si avvale della direzione artistica del pittore sannita Peppe Leone. I paesaggi campani, le poetiche del viaggio, le idee di un artista-fotografo sono l’architrave fondamentale di un’iniziativa non interessata esclusivamente alle estetiche dell’arte e ai tentativi teorici, tanto meno ai manifesti programmatici di movimenti, che pure troveranno espressione diversificata attraverso una mostra fotografica che spazierà dal Barocco al Neorealismo. L’intento, del tutto diverso, è rivolto a costruire le fonti più spontanee dei propositi espressivi, attraverso opere fotografiche e testimonianze di un viaggio in Campania, che Leone lascerà al territorio, come effusione di sentimento, ansia di scoperta, dialettica della conoscenza.
L’iniziativa e le dichiarazioni
Giuseppe Leone è il principale “narratore” della Sicilia in fotografia. L’iniziativa di invitarlo per la prima volta in esclusiva in Campania con una “residenza artistica” nasce da un’ intuizione del direttore artistico del progetto, Peppe Leone, e del patron del Premio “Penisola Sorrentina”, Mario Esposito. La foto più bella dedicata al paesaggio campano diventerà la “copertina d’autore” dell’annuario del prestigioso riconoscimento. Lo scorso anno la “copertina” fu curata dal giovane graffitista Jorit. “Aver invitato per una residenza artistica in Campania il mio omonimo siciliano Giuseppe Leone corona un sogno che viene da lontano, quando con Giuseppe Antonello Leone si pensava ad un conciliabolo tra i tre Leone dell’arte”, dichiara il direttore artistico Peppe Leone. “Ora questo sogno si realizza, perché anche il noto fotografo siciliano verrà insignito del prestigioso Premio campano, che nel palmares annovera già me e Antonello Leone per la sezione arte visiva”, sottolinea il pittore sannita. Che poi aggiunge: “ L’iniziativa ha il grande merito di ridurre le distanze tra le generazioni, passando da un giovane graffitista ad un esponente storico della letteratura artistica per celebrare ed interpretare la Campania, i suoi simboli, le sue bellezze. Inoltre, in un’epoca dominata dalla digitalizzazione, dal consumo, dalla comunicazione globale, dalla velocità distratta, il ritorno ad una “fotografia” di viaggio meditata, lavorata in camera oscura, pensata nel fervore della luce e generata attraverso processi di elaborazione segna anche un omaggio a quella che è stata la grande storia del Novecento nelle arti, dalla fotografia fino al cinema”. Al sannita Leone fa eco Leone di Sicilia che, a proposito, dell’iniziativa così dichiara: “Ho sempre ritenuto che gli incontri nel corso del cammino non siano mai casuali. Anni fa ho avuto modo di incontrare due grandi persone, che per un caso strano gioco del destino hanno il mio stesso nome. A distanza di anni uno dei due Peppe Leone, artista da Buonalbergo, mi ha contattato per realizzare una collaborazione artistica, una residenza d’artista, a Sorrento. Una grande gioia per me avere la possibilità di lavorare fianco a fianco con Peppe Leone, uomo e artista di grande spessore, e con Mario Esposito, giovane intellettuale sensibile e colto, che con grande piacere avrò modo di conoscere. È un tuffo nel passato, una rievocazione e un ritrovamento di un momento quasi dimenticato, il tutto tramite grazie all’edizione straordinaria quale è il premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito”.
L’amico di Bufalino, Sciascia, Camilleri, Consolo e Sellerio.
“Nelle fotografie di Leone non cercate la collera né la pietà civile né l’avvampo della metafora; bensì, istigato dall’eccellente mestiere, un colpo d’occhio avvezzo a cogliere le mimiche significanti del grande teatro umano”, così dichiarava Gesualdo Bufalino a proposito di Giuseppe Leone, che con i suoi scatti ha raccontato la Sicilia attraverso fotografie di persone, paesaggi, architettura, feste, luoghi e moda, restituendo alla letteratura il Sud più vero: quello degli uomini come quello della pietra vissuta e del paesaggio. Anche quello meno noto come, ad esempio, il paesaggio frastagliato dei Nebrodi, i monti della Sicilia settentrionale. Immagini di Giuseppe Leone che così vengono presentate da Vincenzo Consolo: “Ignoti dunque questi monti, i paesi su arroccati, la breve costa frastagliata, ignota questa regione tra le Madonie e i Peloritani la piana e la fumante incombenza del vulcano alle sue spalle, non solo agli stranieri, ma agli stessi siciliani che dall’interno, dall’Occidente o dall’Oriente si muovevano, per le strade borboniche e quindi per la ferrata, per andare in continente”. L’artista ha collaborato con riviste nazionali ed Internazionali, con case editrici e con case di moda note, come Dolce & Gabbana che ha scelto le sue fotografie per la collezione spring- summer 2019. L’artista ragusano ha esordito illustrando il volume di Antonino Uccello La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1973) per poi passare a La Pietra vissuta con testi di Mario Giorgianni e Rosario Assunto (Sellerio, 1978); La Contea di Modica con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1983); L’Isola nuda con testo di Gesualdo Bufalino ( Bompiani, 1988); Sicilia, l’isola del pensiero (Edizione Postcart 2015) ); Storia di un’amicizia (Edizione Postcart 2015).
Tra Campania e Sicilia un itinerario di viaggio
L’iniziativa approfondisce con nuovi risultati, nuove testimonianze, nuovi documenti fotografici quello che è un rapporto di “consonanza” e di “convergenza” di natura storica e culturale. Molti viaggiatori del passato, illustri o meno, imbarcandosi a Napoli, approdavano a Palermo e da qui iniziavano il loro giro per i luoghi più “classici” della Sicilia. Oggi è questo illustre artista- visitatore ad arrivare in Campania per vivere e raccontare alcuni dei suoi luoghi più belli. Da quelli noti a quelli più nascosti. Leone assumerà, quindi, le sembianze di un cronista del quotidiano, diventando voce narrante di brani fotografici assoluti, alla ricerca del mito della bellezza, di quel patrimonio di valori e sensibilità ancora tutto da decifrare.
Il programma e i luoghi della Residenza Artistica
Il Grand Tour oggi, come ieri, entra nella evoluzione dei saperi e li contamina; veicola la conoscenza del mezzogiorno e del mediterraneo, in particolare dell’area geografica che sarà coinvolta da questa iniziativa di Residenza artistica: Napoli, Pompei, Salerno, la Costiera Sorrentino-Amalfitana, Paestum e Teggiano (nel Vallo di Diano) diventano tappe di un itinerario fotografico e di nuovi circuiti culturali. Leone è il maestro del bianco e nero. Un “rapitore di luce” capace di catturare in frammenti l’eterno di un istante. Un esploratore di riti, simboli, muretti a secco, archeologie sicule, che passa ora ad un nuovo paesaggio. Quello di Pompei e Paestum, siti Unesco e scrigno di secoli. Quello di Napoli e della Sanità. Quello di Sorrento, delle marine, dei volti internazionali, degli antichi portoni o di spazi di cultura come il celebre Ninfeo di Villa Fondi a Piano. Base della Residenza e sede del finissage, in programma domenica 9 giugno alle 10.30 (e durante il quale all’Artista verrà consegnato il Premio “Penisola Sorrentina”), sarà il Museo Correale di Sorrento, importante casa nobiliare appartenuta ai patrizi sorrentini Alfredo e Pompeo, divenuta celebre anche per quel filone di pittura di viaggio e paesaggio noto come “Scuola di Posillipo”, i cui esponenti più importanti (Van Pitloo, Duclère, Gigante) trovano ampia espressione nelle antiche sale di via Correale.
Il Premio all’Artista della fotografia
Il Sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo consegnerà il Premio “Penisola Sorrentina” 2019 a Giuseppe Leone per la sezione arte e cultura. Il riconoscimento conferma quindi le sue antiche radici letterarie. Nel palmares del Premio oltre a nomi di attori ed interpreti di fama nazionale, figurano infatti i nomi più prestigiosi della letteratura italiana: da Maria Luisa Spaziani a Giovanni Raboni; da Elio Pecora a Nelo Risi; da Marco Forti a Michele Sovente; da Alberto Bevilacqua agli esponenti storici del Gruppo 63 Elio Pagliarani ed Edoardo Sanguineti.