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Il Garante della privacy è intervenuto sul fenomeno delle cosiddette telefonate “mute”, quelle cioè nelle quali il destinatario, dopo aver sollevato il ricevitore, non viene messo in comunicazione con alcun interlocutore. L’Autorità ha prescritto una serie di misure per evitare di insidiare la tranquillità di utenti e consumatori. Chi si dota di sistema di chiamata di questo tipo dovrà utilizzare accorgimenti che impediscano la reiterazione di una telefonata “muta” ed escludano la possibilità di chiamare quel numero per almeno trenta giorni. In caso di mancato adempimento alle misure prescritte la società rischia una sanzione amministrativa che va da 30mila a 120mila euro.