I consumi registrati a Natale e Capodanno “sono risultati in linea con la recessione alle porte”. E’ quanto sostiene Confcommercio comunicando le stime preliminari del monitoraggio effettuato attraverso il sistema di rilevazione delle proprie federazioni.
Rispetto allo scorso anno per il pranzo natalizio al ristorante si è registrato un calo della clientela italiana e straniera pari al 5 per cento. Quanto al cenone di Capodanno, tre quarti degli italiani hanno passato il 31 dicembre tra le mura domestiche proseguendo poi la festa in un locale (1,5 per cento) o scegliendo la “piazza” (3 per cento). Il 14 per cento degli italiani (l’1 per cento in meno rispetto all’anno scorso) ha, invece, trascorso il capodanno in un locale pubblico.
I consumi per i negozi tradizionali hanno fatto registrare un calo rispetto a quelli dell’anno precedente, registrando un segno negativo che si attesta attorno ai cinque punti percentuali per i generi alimentari e ai dieci punti percentuali per le confezioni natalizie.
Nei mercati, soprattutto quelli natalizi, per il comparto alimentare si registra un timido segnale di crescita rispetto allo scorso anno (2 per cento), stagnazione per l’abbigliamento, le calzature, la pelletteria, e un leggero calo (2 per cento) per i casalinghi
Le vendite di libri nel 2011 hanno fatto registrare un calo rispetto a quelle dell’anno precedente, anche se il mercato ha parzialmente recuperato i volumi abituali nel periodo natalizio, confermando, nonostante l’avvento dell’e-book, l’abitudine degli italiani a considerare il libro tra i regali preferiti perché sempre gradito, utile ed economico.
A dicembre le vendite nel settore degli elettrodomestici da consumo ha segnato un calo tra il 7 e il 9 per cento: l’unico comparto dove si registra invece una crescita è nella vendita di smartphone e tablet.