“L’ammontare netto dell’indennità parlamentare erogato ai nostri deputati risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento”. Lo chiarisce in una nota la presidenza della Camera, intervenendo sulle polemiche sorte a seguito della diffusione dei risultati della commissione Giovannini sugli stipendi dei parlamentari nei Paesi Ue.
La presidenza della Camera sottolinea che gli 11.283,28 euro indicati nel rapporto come l’importo dell’indennità spettante ai deputati italiani, sono al lordo delle ritenute previdenziali, fiscali e assistenziali.
“Al netto di tali ritenute – ivi comprese le addizionali regionali e comunali la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato – puntualizza la nota – l’importo dell’indennità parlamentare, che è corrisposta per dodici mensilità, è pari mediamente a 5.000 euro. Tale somma si riduce ulteriormente per i deputati che svolgono un’attività lavorativa per la quale percepiscono un reddito uguale o superiore al 15 per cento dell’indennità parlamentare. Sono queste, dunque, le cifre cui bisogna guardare per individuare quanto effettivamente viene posto a disposizione dei deputati a titolo di indennità parlamentare”.
“I dati forniti nella relazione – conclude la presidenza della Camera – potranno comunque rappresentare un utile elemento di riferimento per le prossime autonome iniziative dei competenti organi parlamentari, volte a rideterminare costi ed emolumenti sostenuti per i deputati italiani, anche con riferimento al regime dei collaboratori”.
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