“Occorre essere vigilanti e fermi contro ogni ricaduta nel nazionalismo, nella ricerca del nemico, nel rifiuto del diverso”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento celebrativo del Giorno della Memoria”.
Il capo dello Stato ha ricordato di aver giurato da Presidente “sapendo che il mio dovere e il mio sentimento mi conducevano a riflessioni, prese di posizione e sollecitazioni motivate e inequivoche contro l’antisemitismo in ogni suo travestimento, contro il razzismo, contro ogni violazione del principio di pari dignità ed eguaglianza davanti alla legge. Lo dice l’articolo 2 della Costituzione italiana. Lo dice l’articolo 2 del Trattato sull’Unione europee”.
Napolitano ha inoltre sottolineato il valore del protocollo, presentato nel corso della cerimonia, tra il ministero dell’Istruzione e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane “per fare della scuola italiana ancor più compiutamente una scuola di memoria”. “Questo impegno – ha detto il capo dello Stato – rappresenta il miglior antidoto a quei rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza e di violenza che il ministro ha denunciato come fenomeni, per quanto marginali, da stroncare sul nascere”.
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