Nel 2010, il movimento di aeromobili presso gli scali nazionali è cresciuto, rispetto all’anno precedente, del 3,5 per cento, mentre i passeggeri sono aumentati del 7 per cento e le merci e posta trasportate del 16,9 per cento. Lo comunica l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica.
I passeggeri dei voli di linea sono aumentati del 7,5 per cento, con un incremento sia sui voli nazionali (+6,2 per cento), che su quelli internazionali (+8,6 per cento). I passeggeri dei voli charter, invece, sono diminuiti del 2 per cento, con una riduzione molto consistente nel traffico nazionale (-19,7 per cento) e decisamente meno marcata in quello internazionale (-0,7 per cento).
Gli aeroporti che registrano i maggiori incrementi nel numero di passeggeri trasportati sono: Roma-Fiumicino (poco più di 2,5 milioni, pari al 7,6 per cento), Milano-Malpensa (circa 1,4 milioni, 7,9 per cento), Bologna (circa 700 mila, 14,5 per cento) e Trapani (circa 600 mila, 57,8 per cento).
L’utilizzo di vettori italiani da parte dei passeggeri continua a diminuire: la relativa quota è scesa tra il 2007 e il 2010 di 14 punti percentuali, toccando il 42 per cento.
La percentuale di passeggeri che utilizza voli low cost nel 2010 rappresenta il 44 per cento del totale, quota che scende al 30 per cento se si considerano le linee aeree low cost italiane.
L’Italia, con una quota del trasporto europeo pari al 9,7 per cento, si colloca al quinto posto nell’Ue per numero di passeggeri trasportati, dopo Regno Unito (16,9 per cento), Germania (14,7 per cento), Spagna (13,4 per cento) e Francia (10,9 per cento).
L’aumento di merci e posta trasportate, pari al 16,9 per cento nel 2010, è dovuto principalmente al consistente incremento dei trasporti internazionali (+19,1 per cento) e a un aumento più contenuto di quelli nazionali (+3,5 per cento).
I movimenti di merci per area geografica registrano un marcato incremento da e verso i paesi europei non Ue (+59,2 per cento), il Sud America (+33,8 per cento), l’Asia (+28,8 per cento), il Centro America (+28,7 per cento) e il Nord America (+26,3 per cento).