E’ morto Lucio Dalla. Il cantautore bolognese è stato colto da infarto in Svizzera, a Montreaux, dove avrebbe dovuto tenere una serie di concerti. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni.
Con Lucio Dalla scompare uno degli esponenti di spicco della cosiddetta seconda generazione dei cantautori, quella composta tra gli altri da De Gregori, Guccini, Vecchioni, Conte, Gaber e De Andrè, a cui si deve un profondo rinnovamento nel linguaggio della canzone italiana.
Cantautore colto, musicista raffinato di formazione jazz, nella sua più che quarantennale carriera ha inciso brani che hanno fatto la storia della canzone italiana. Tra questi, 4/3/1943 (1971), Piazza Grande (1972), L’anno che verrà (1979), Caruso (1986), Attenti al lupo (1990), e Tu non mi basti mai (1996).
Recententemente era apparso sul palco del Festival di Sanremo, per accompagnare in qualità di direttore d’orchestra la giovane promessa della canzone italiana Pierdavide Carone.
“E’ un momento tristissimo, non me la sento di parlare con nessuno”, sono le uniche parole di Francesco De Gregori, che con Lucio Dalla è stato protagonista nel 1979 e nel 2010 della tournée-evento Banana Republic.
“E’ stato uno dei più grandi, autore, cantante, musicista jazzista, un uomo che parlava a tanta gente e sapeva comunicare” è il ricordo di Gianni Morandi, concittadino e amico di Lucio Dalla.
Ad esprimere il cordoglio di tutti gli italiani, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Lucio Dalla – scrive il capo dello Stato in un messaggio alla famiglia del cantautore – ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo. E’ stato un artista amato da tanti italiani di diverse generazioni e a me personalmente è caro il ricordo dei nostri incontri, e dell’ultimo, a Bologna, per una iniziativa di beneficenza, ritrovando in ogni occasione la schiettezza e delicatezza del suo tratto umano”.