Protezione e sicurezza, semplicità e contenimento dei costi, nuova centralità del rapporto con la banca. Sono queste le caratteristiche a cui punta la famiglia italiana nella gestione del proprio denaro.
E’ l’identikit della famiglia italiana che emerge dal convegno Abi “Dimensione Cliente”, l’appuntamento annuale dell’Abi dedicato alla relazione banca-cliente, in programma oggi e domani a Roma. “Insieme per costruire il futuro” il titolo dell’edizione di quest’anno.
Anche se con intensità e modalità diverse in rapporto alla differente incidenza della congiuntura economica, le famiglie per fare fronte alle difficoltà indotte dalla crisi, riorganizzano i propri rapporti finanziari, razionalizzando al massimo le scelte, concentrandosi su ciò che serve con l’obiettivo di salvaguardare il proprio tenore di vita e il benessere raggiunto.
“Anche in questo momento difficile di trasformazione della nostra società, la famiglia sta dimostrando una grande capacità di tenuta – ha detto il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari – La propensione al risparmio, il diffuso orientamento di cautela verso il rischio, la resistenza all’indebitamento e la propensione alla patrimonializzazione, che tradizionalmente rappresentano i tratti principali dell’approccio economico dei nostri nuclei famigliari, pur subendo delle attenuazioni, rimangono centrali anche nell’attuale fase di crisi economica. Le famiglie si orientano verso una modifica dei criteri di gestione del risparmio. A ciò si accompagna una rimodulazione dell’offerta dal lato delle banche”.
Per fare fronte alle nuove esigenze e alle difficoltà derivanti dalla crisi, le banche forniscono un contributo cruciale, favorendo un’ottimizzazione delle scelte delle famiglie in materia finanziaria. In questa linea si inserisce anche il sostegno al potere d’acquisto con iniziative quali la sospensione delle rate di mutuo. Secondo gli ultimi dati (31 gennaio 2012), sulla base della moratoria per le famiglie le banche hanno sospeso oltre 60.000 mutui, pari a 7,3 miliardi di debito residuo, garantendo alle famiglie interessate una liquidità complessiva di oltre 464 milioni di euro, pari a 7.200 euro a famiglia.
Secondo l’ultima indagine Abi sulle relazioni banca-cliente, al di là dei fenomeni di flusso verso l’estero o verso beni rifugio, si assiste ad un diffuso spostamento delle scelte dei risparmiatori su strumenti più liquidi: da fine 2010 a fine 2011 le persone fisiche detentrici di almeno uno strumento finanziario sono diminuite e, fra questi investitori, si è ridotta la diversificazione del portafoglio medio, che oggi si aggira intorno a circa 2 tipologie di strumenti finanziari a testa. La tendenza è investire in prodotti non particolarmente complessi e in forme di investimento facilmente liquidabili all’occorrenza. In particolare, l’interesse dei clienti si va maggiormente concentrando su depositi e titoli aziendali, in particolare di natura bancaria.
Circa il 40% dei clienti delle banche opera via web, con un incremento che solo nell’ultimo anno è stato pari al 17%. È questa una tendenza che tocca l’intera clientela bancaria e non più connessa al solo stile di vita giovanile: l’uso della banca online registra infatti livelli di crescita accentuati proprio nelle classi di età elevate (oltre i 50 anni). In risposta a queste esigenze, in 5 anni le banche hanno investito circa 23 miliardi di euro in innovazione tecnologica, concentrati soprattutto nello sviluppo dei nuovi canali di contatto con la clientela, vantaggiosi in termini di comodità di fruizione, di aggiornamento informativo e di spesa per l’utente. Nel contempo gli intermediari mantengono la prossimità al territorio in un quadro di ricerca di maggiore efficienza delle agenzie.
In un momento congiunturale sfavorevole come quello attuale che genera incertezze sulle prospettive future, le persone hanno ancora più timore di indebitarsi in particolare sul versante dei mutui e su quello del credito al consumo. A fronte del progressivo calo dei redditi e del conseguente deterioramento della capacità di spesa dei cittadini, si rendono necessarie soluzioni a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie, in particolare quelle più deboli. In questo quadro si inserisce il Piano Famiglie siglato da Abi e dalle associazioni dei consumatori per le situazioni di difficoltà a causa della crisi.
Maggiore attenzione da parte dei privati alle soluzioni offerte sul mercato e ai rischi collegati. Secondo l’indagine Abi, un quarto dei consumatori raccoglie informazioni da più intermediari prima di decidere l’acquisto di servizi finanziari; circa un terzo di chi investe si aggiorna sui vari prodotti offerti dal settore prima di operare la propria scelta. Nel contempo, la clientela trova allo sportello l’assistenza adeguata per un supporto alle scelte di investimento: l’80% dei clienti esprime infatti un giudizio positivo sull’assistenza ricevuta presso l’agenzia. Pur continuando ad avvalersi della consulenza presso la filiale, i clienti più evoluti sempre più spesso adottano scelte “fai da te” anche nell’acquisto e vendita di titoli e strumenti finanziari: circa i due terzi degli investitori che usano la banca online effettuano attraverso Internet almeno una parte delle proprie operazioni di trading.