E’ la Genesi il principio tematico dell’edizione 2015 di Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani, in agenda dall’11 al 14 novembre, a Salerno.
Novità, tra le location. Al palco del Teatro Cinema Augusteo, nel cuore del centro cittadino, già sede delle passate edizioni, si aggiunge un rinnovato e rinato Teatro Diana, ex Casa del Balilla dotato di impianti e di soluzioni tecnologiche in grado di produrre nuove energie e racconti, in linea con la vocazione avveniristica del festival che da vent’anni apre uno squarcio sull’ampio orizzonte della creatività contemporanea.
Resta invariata l’articolazione in diverse sezioni: cinema, 360° experience, musica, teatro & performing art, incontri.
Ventiquattro i cortometraggi in concorso, selezionati dalla Direzione Artistica, tra centinaia di produzioni europee realizzate negli ultimi due anni.
Giunto ai suoi primi vent’anni, il concorso CortoEuropa adotterà una nuova formula, puntando a consolidare il rapporto tra Festival, territorio, scuola e Università. I corti in concorso saranno giudicati da una giuria di studenti universitari e delle scuole secondarie superiori, affiancati da un comitato di appassionati e cinefili. Quattro, quest’anno, i cortometraggi italiani; si tratta di: Aria, di Andrea Bocchetti, Quando a Roma nevica di Andrea Baroni, La smorfia di Emanuele Palamara e Camper di Alessandro Tamburini. Ancora in gara: Bla Bla Bla, dello spagnolo Alexis Morante e sempre dalla Spagna proviene il regista di Cara decaballo, Marc Martínez Jordán. Ci restituisce i suoi paesaggi nordici invece Champion, dello svedese Måns Berthas. Le altre opere selezionate sono: Demontable, dell’olandese Douwe Dijkstra; Discipline di Christophe M. Saber (Svizzera); El jardín de las delicias di Jorge Muriel (Spagna); El pescador di Alejandro Suárez (Spagna); Entres les lignes di Emmanuelle Remy, Christelle Alion, Tom Casacoli, Nolwenn Eve, Lorenn Le Bec (Francia); Golconda di Manuel Maria Almereyda Perrone (Francia); Last base di Aslak Danbolt (Norvegia/Uk); Ono di Genadzi Buto (Bielorussia); Os Meninos do Rio di Javier Macipe (Portogallo/Spagna); Phantasms of the Living di Jean-Sébastien Bernard (Francia); The Chicken, di Una Gunjak (Croazia); The end di Cédric Blondelle, Irène Cunat, Louise Labbé, Stéphane Lugiery, Simon Moreau, Olivia Pietra, (Francia); Viaje a pies di Khris Cembe, Spagna; We can’t live without cosmos di Konstantin Bronzit (Russia); Whale Valley di Gudmundur Arnar, (Islanda); Zepo di César Diaz Melendéz (Spagna); Zéro M2 di Matthieu Landour (Francia).
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