Sono 616 le imprese che, nei primi otto mesi del 2016, hanno ottenuto il rating di legalità rilasciato dalla Autorità Antitrust.
Nello stesso periodo del 2015, le attribuzioni erano stato molte meno, 434.
Sono state, inoltre, 1215 le richieste pervenute, con un aumento del 30.1% rispetto al 2015. Bocciate, invece, 28 imprese, ritenute non idonee, mentre soltanto a tre aziende è stato revocato il “bollino”, garanzia di comportamento virtuoso.
A partire da settembre sono cambiare le regole per la concessione del rating di legalità. Le nuove norme sono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 12 settembre. La durata della certificazione resta biennale, e rinnovabile con una specifica richiesta dell’impresa. sottoscritta dal legale rappresentante e compilata seguendo il formulario pubblicato sul sito dell’Antitrust. Le modifiche riguardano soprattutto i requisiti di accesso al rating e di conseguimento delle stelle aggiuntive, l’iter procedurale e i controlli previsti per la verifica della sussistenza delle condizione autocertificate al momento della richiesta.
Tra le novità, la riduzione del rating per le imprese che hanno ricevuto sanzioni dall’Autorità anticorruzione o annotazioni dal casellario informatico, e maggiore controllo sull’assetto proprietario delle aziende controllate da società estere, che non potranno ricevere il rating senza l’identificazione dei soggetti proprietari. Inoltre, niente certificazione di qualità per le imprese che abbiano ricevuto provvedimenti di condanna dall’Agcm, per pratiche commerciali scorrette o provvedimenti di condanna per inottemperanza, divenuti inoppugnabili o con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente alla richiesta di rating.
Il regolamento si rivolge alle imprese che abbiano sede operativa nel territorio nazionale, abbiano raggiunto un fatturato di oltre due milioni di euro nell’anno precedente alla richiesta di rating, e risultino iscritte nel registro delle imprese da almeno due anni.
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