A marzo le sofferenze lorde sono risultate a marzo 2014 pari a 164,6 miliardi, in aumento dai 162 mld di febbraio. Il dato è contenuto nel rapporto mensile dell’Abi.
Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è dell’8,6% a marzo 2014 (6,6% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 14,6% per i piccoli operatori economici (12,3% a marzo 2013; 7,1% a fine 2007), il 14% per le imprese (10,3% un anno prima: 3,6% a fine 2007) ed il 6,4% per le famiglie consumatrici (5,8% a marzo 2013; 2,9% a fine 2007). Se si considerano le sofferenze nette, si registra una riduzione dai 78,2 miliardi di euro di febbraio ai 75,7 miliardi di marzo, a seguito di operazioni di cessione di prestiti in sofferenza. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è in diminuzione: 4,12% a marzo dal 4,27% di febbraio 2014 (3,37% a marzo 2013; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).
Ad aprile 2014 si registra un lieve recupero la dinamica dei prestiti bancari. Il complesso dei finanziamenti registra un’ulteriore attenuazione della variazione negativa su base annua (-2,5% dal -3,1% del mese precedente). I finanziamenti a famiglie e imprese si posizionano sul -2,2% come variazione annua ad aprile 2014, era -2,1% il mese precedente e -4,5% a novembre 2013. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.848 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.426 miliardi di euro.
I tassi di interesse sui prestiti si sono assestati in Italia su livelli storicamente molto bassi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è posizionato al 3,39% (3,45% il mese precedente e segnando il valore più basso da luglio 2011; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato al 3,47% dal 3,45% di marzo 2014 e dal 3,48% di febbraio (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,90% (3,88% il mese precedente; 6,18% a fine 2007).
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