A gennaio il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari al 3,6 per cento (3,9 per cento a dicembre). La raccolta obbligazionaria, incluse le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 16,5 per cento su base annua (-15,1 per cento nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia, che ha diffuso oggi un report sulle principali voci dei bilanci bancari e il supplemento al bollettino statistico “Moneta e banche”.
I prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una contrazione su base annua dello 0,1 per cento (-0,3 per cento a dicembre). I prestiti alle famiglie sono cresciuti dello 0,8 per cento sui dodici mesi, come nel mese precedente; quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, dello 0,9 per cento (-0,7 per cento a dicembre). Le variazioni di prestiti e depositi sui dodici mesi terminanti a novembre 2015 potrebbero aver riflettuto gli effetti della diversa scadenza fiscale per i versamenti in autotassazione, fissata nel 2015 al 30 novembre e nel 2014 al primo dicembre.
Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze, senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche, è risultato pari al 9,0 per cento (9,4 per cento a dicembre).
I tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,85 per cento (2,81 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,50 per cento (7,92 nel mese precedente). I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,78 per cento (2,72 per cento nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,55 per cento (1,26 per cento a dicembre). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,50 per cento.
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