Il Black Friday, che domani darà il via allo shopping natalizio, con tanti sconti, non sarà solo un fenomeno online. Infatti, secondo una indagine della Confesercenti, anche il 23% dei negozi fisici effettuerà promozioni speciali, mentre un altro 33% pensa di aderire in futuro.
Ma fino ad ora il “Venerdì nero” non è stato un toccasana per le casse dei negozi. Gli incrementi di vendite per i commercianti sono stati pochi: secondo il 62% degli intervistati ci sono stati risultati tangibili solo per le vendite online. L’auspicio dei gestori di negozi fisici è che quest’anno la tendenza degli italiani a vedere il Black Friday come esclusiva del web si inverta, e la giornata porti un maggiore afflusso di clienti pure nella vendita al dettaglio per le strade delle città.
Secondo Confesercenti, la liceità della giornata di super sconti è dubbia. “In molte regioni – ricorda l’associazione – ad esempio Lombardia, l’Emilia Romagna ed il Lazio, sussiste il divieto di sconti pre-natalizi, nel periodo compreso tra il 25 novembre ed i tradizionali saldi di fine stagione, previsti per l’inizio di gennaio. Il rischio, dunque, è una sanzione per chi partecipa a quello che, di fatto, è un pre-saldo natalizio”.
I commercianti chiedono regole certe e, soprattutto, parità di trattamento con il commercio sul web, che invece ha evidentemente carta bianca sulle promozioni.
“Un disequilibrio – sottolinea la Confesercenti – che porta ad una forma di concorrenza sleale: motivo per cui sarebbe opportuno intervenire dal punto di vista legislativo, per evitare che il Venerdì Nero non mandi in rosso il commercio tradizionale. E recuperi le sue radici tradizionali: negli Usa, dove è nato, è infatti tipico del commercio al dettaglio fisico, ed è considerato un valido indicatore sia sulla predisposizione agli acquisti, sia indirettamente sulla capacità di spesa dei consumatori”.
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