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I leader dell’Ue devono reagire alla votazione del Regno Unito sull’uscita dall’Ue facendo di più per difendere il progetto europeo e renderlo più trasparente, sociale e sensibile alle preoccupazioni dei cittadini. Questo è stato il messaggio principale che è venuto fuori il dibattito di ieri con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e della Commissione Jean-Claude Juncker.
I leader dell’Ue devono reagire alla votazione del Regno Unito sull’uscita dall’Ue facendo di più per difendere il progetto europeo e renderlo più trasparente, sociale e sensibile alle preoccupazioni dei cittadini. Questo è stato il messaggio principale che è venuto fuori il dibattito di ieri con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e della Commissione Jean-Claude Juncker.Tusk ha esordito sottolineando come i leader europei abbiano discusso anche di una serie di questioni non legate alle future relazioni tra il Regno Unito e l’Ue. “Il referendum del Regno Unito non distoglie l’attenzione dell’Ue dalla crisi migratoria”, ha spiegato, per poi descrivere la discussione su Brexit come “calma e misurata”.
I leader dell’Ue hanno compreso la decisione del primo ministro britannico, David Cameron, di rinviare i negoziati per l’uscita del paese, tuttavia si aspettano che il nuovo governo del Regno Unito presenti il prima possibile la notifica formale. “Nessuna trattativa di qualsiasi natura – ha rimarcato Tusk – avverrà prima di questa comunicazione”.
Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha criticato gli attivisti a favore della Brexit: “Si tratta di “retro-nazionalisti”, non patrioti”, ha detto, aggiungendo che “un patriota non abbandona la barca quando la situazione diventa difficile” e che “non avevano alcun progetto su dove andare a partire da qui”. Junker ha poi insistito sul fatto che l’Unione europea debba diventare “l’Unione degli europei” e che sia necessario accelerare le riforme e metter in pratica le decisioni prese.