Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva i decreti che determinano i criteri per la privatizzazione e le modalità di alienazione della partecipazione detenuta dal ministero dell’Economia e delle Finanze del capitale di Poste italiane spa e di Enav spa,
Per quanto riguarda Poste italiane, l’alienazione di una quota della partecipazione non sarà superiore al 40%. Tale cessione, che potrà essere effettuata anche in più fasi, sarà realizzata attraverso un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del gruppo Poste italiane, e/o a investitori istituzionali italiani e internazionali.
Lo schema di decreto, inoltre, prevede che, al fine di favorirne la partecipazione all’offerta, potranno essere previste per i dipendenti del gruppo Poste Italiane forme di incentivazione, tenuto conto anche della prassi di mercato e di precedenti operazioni di privatizzazione, in termini di quote dell’offerta riservate, di prezzo e di modalità di finanziamento.
L’altro decreto, che riguarda Enav, prevede la cessione di una quota che assicuri il mantenimento in capo allo Stato di una quota di controllo assoluto (51%). Per assicurare la massima flessibilità al ministero dell’Economia e delle Finanze nel processo di vendita, l’operazione potrà essere effettuata anche in più fasi, ricorrendo, anche congiuntamente, a un’offerta pubblica di vendita, e/o a una trattativa diretta da realizzare attraverso procedure competitive e comunque assicurando che non insorgano situazioni di conflitti di interessi. Anche per Enav sono previsti incentivi per i dipendenti in caso di offerta pubblica di vendita. La delibera del Consiglio dei ministri, sottolinea Palazzo Chigi, prevede comunque l’offerta pubblica quale percorso prioritario da perseguire, in presenza di un adeguato contesto di mercato.
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