Solo 832 comuni italiani hanno attualmente stabilito le aliquote della Tasi, e di queste appena 532 le hanno comunicate al ministero dell’Economia.
Secondo un’indagine della Uil “si rischia di avere oltre 75mila combinazioni differenti di applicazione dell’imposta”. Solo a Bologna ci sono 23 detrazioni diverse in base alla rendita catastale dell’immobile. Non solo. Con la Tasi, la Tari e le addizionali comunali si rischia, dice il sindacatio, di neutralizzare il bonus Irpef, o peggio, come nel caso dei pensionati esclusi dal bonus fiscale.
Dalle prime proiezioni emerge che su 32 città capoluogo che hanno deliberato la Tasi, nel 37,5% di queste l’imposta è più alta dell’Imu pagata nel 2012. Si tratta di Bergamo (+ 21 euro), Ferrara (+60 euro), Genova (+67 euro), La Spezia (+47 euro), Mantova (+89 euro), Milano (+64 euro), Palermo (+2euro), Pistoia (+75 euro), Sassari (più 40 euro), Savona (+ 28 euro) e Siracusa (+ 16 euro).
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