Gentiloni apre al voto anticipato. “La stabilità non può bloccare la democrazia – ha detto il presidente del Consiglio nella conferenza stampa di fine anno – Quindi, se si vota, non si può vedere il voto come una minaccia”.
Il premier ha sottolineato la continuità del suo esecutivo con quello a guida Renzi, di cui è stato ministro degli Esteri, comunicando la conferma in larga parte anche dei sottosegretari. “Cancellare il governo Renzi o relegarlo nell’oblio sarebbe un errore – ha affermato – La continuità della squadra, che abbiamo appena deciso, è considerata da alcuni un limite. Accetto la critica ma rivendico la continuità sul piano politico”.
Tra i punti affrontati da Gentiloloni, la questione del taglio dell’Irpef, sul quale però non ha voluto prendere impegni. “Questa misura sarebbe un giusto coronamento delle cose fatte ma ora, dopo 15 giorni dall’insediamento, dobbiamo verificare le condizioni e non possiamo dire cose impegnative che poi rischiamo di non poter mantenere”.
Poi un accenno al dibattito sulla legge elettorale. “Il governo – ha dichiarato il presidente del Consiglio – cercherà di facilitare la discussione tra i partiti e in Parlamento. E, aggiungo, sollecitandola, perché la sollecitudine in questa discussione non è correlata alla maggiore o minore durata del governo, è un’esigenza del nostro sistema”.
In merito al decreto “salva risparmio”, il premier ha parlato di “attuazione lunga e complicata” e spiegato che “quello che è stato fatto non si conclude con il decreto, ma sarà un percorso di mesi di dialettica con la vigilanza europea”.
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